Gli effetti sul sistema dell’informazione dei preparati omeopatici sono fisici e non chimici e, probabilmente, l’effetto Compton e le proprietà dell’acqua forniscono modelli chiarificatori. Secondo l’effetto Compton, ad esempio, l’azione terapeutica omeopatica potrebbe avvenire attraverso i due meccanismi di seguito riportati.
1 - Interferenza costruttiva.
Si ha quando il preparato agisce come amplificatore dei movimenti oscillatori della sostanza esogena da bloccare intesa come insieme di atomi che esprimono un loro campo vibrazionale, inducendo modifiche strutturali fisiche e poi chimiche nell’ospite. I legami acqua-sostanza possono essere interrotti e la sostanza esogena mobilizzata ed eliminata.2 - Interferenza distruttiva.
Si ha quando il preparato lega la sostanza esogena libera e favorisce la sua eliminazione attraverso secrezioni o escrezioni. Ciò che viene combattuto dall’omeopatia non è la parte chimica strutturale, ma la parte fisica.Lo scopo della omeopatia è ripristinare un corretto flusso delle informazioni proprie dell’organismo biologico.
A sostegno di ciò si può citare la TEORIA DELLA SUPER-RADIANZA, fenomeno in base al quale due o più molecole in fase iniziano a muoversi con la medesima oscillazione e a produrre nuovi messaggi elettrodinamici, contenendo quelli espressi da ogni singola parte prima del legame.
Recenti studi confermano questa teoria.
Nei preparati omeopatici l’effetto terapeutico fisico dell’acqua è molto probabilmente legato alla propria capacità di contenere tutti i precedenti bio-messaggi derivati dai legami con altre molecole.
Questo fatto potrebbe anche spiegare come l’acqua biologica possa anche contenere bioinformazioni esogene da virus, batteri, muffe, rimossi dal sistema immunitario ma molto probabilmente ancora in grado di provocare alterazioni dell’omeostasi.
Ogni medicinale omeopatico lavorerebbe soprattutto solo come un messaggio elettrodinamico sui sistemi biologici e la dinamizzazione assicurerebbe gli aumenti dei movimenti oscillatori degli atomi, permettendo quindi il progressivo trasferimento delle bioinformazioni contenute nella droga originale all’acqua.
Ogni potenza omeopatica mostrerebbe solo una parte dell’informazione originale completa; così la terapia potrebbe essere modulata ogni volta, scegliendo la potenza più attiva sulla base delle necessità cliniche.
Anche la dinamizzazione, quindi, innescherebbe la procedura frattale.

