La radiazione fotonica ha, come risonatore chiave all’interno della cellula, la catena del DNA.
La prova di questo fatto fu data da M. Rattemeyer ed A. Popp (Rattemeyer M., Popp F.A., Nagl, W.: Die Naturwissenshaften 11; 1981; 572) con il seguente esperimento:
una sostanza colorante, il bromuro di etidio (BE), ha la caratteristica di legarsi avidamente alla catena del DNA e provocarne lo srotolamento; l’entità di tale srotolamento è direttamente proporzionale alla concentrazione del BE. Quando, però, lo srotolamento dell’elica di DNA è giunto al termine, l’ulteriore aggiunta di BE provoca il riarrotolamento dell’elica ma nel senso opposto.
Supponendo che il DNA fosse la fonte maggiore di produzione fotonica gli sperimentatori valutarono l’emissione fotonica in rapporto alla concentrazione di BE, e videro che vi era un aumento di emissione fotonica con l’aumento della concentrazione di BE fino a quando si raggiungeva il massimo dello srotolamento dell’elica del DNA; a questo punto, con l’ulteriore aggiunta di BE, l’emissione fotonica diminuiva e questo era in accordo con il fatto che l’elica ricominciava a riarrotolarsi.

Un altro esperimento importante in questo senso fu quello eseguito presso il Centro ricerche mediche dell’Università di Novosibirsk: due palloni di vetro contenenti delle colture di fibroblasti di cui una infettata da un virus, venivano unite tra di loro attraverso un diaframma, inizialmente di vetro mentre, in seguito, venne sostituito da quarzo e permeabile ai fotoni.
Fino a che il diaframma era costituito da vetro, le colture si comportavano indipendentemente l’una dall’altra, solo quando il diaframma fu sostituito da una lastra di quarzo si vide che la coltura di fibroblasti non contaminata dal virus iniziava a manifestare delle lesioni tipiche dell’infezione virale.
Due sono i dati importanti:
- il primo è che l’esperimento fu ripetuto 10.000 volte e risultò positivo nell’80% dei casi;
- il secondo è che dei segnali patogeni mediati da radiazioni ultraviolette (fotoni) sono penetrati nell’ampolla attraverso il quarzo, stimolando lo sviluppo della coltura sana senza trasmissione di virus o particelle.