Il matrisoma è una struttura connettivale costituita da PG, GAG, proteine reticolari, glicoproteine strutturali e strutture di aminoacidi temporaneamente vincolate (come citochine, fattori di crescita, proteasi, metaboliti, cataboliti).
I matrisoma sono costruiti come piccole reti arrotolate con dimensioni frattali (geometriche, prodotte da messaggi “algebrici”); ogni singola unità è collegata con un’altra come a mucchio.
Essi mostrano tunnel interni attraverso i quali i biofotoni verrebbero scagliati nel mezzo verso i loro obiettivi precisi.
I matrisoma sono assemblati e smontati molto velocemente (in periodi di 10-9/10- 5 secondi) e cambiano in continuazione adattandosi alle bioinformazioni.
Sono strutture che si ripetono e si assomigliano e che dipendono solamente da carichi elettrici dei componenti fondamentali.
I matrisoma sono inoltre un classico esempio di strutture a “superficie minima”: molto frequenti in natura, questi sono espressione di un comportamento particolare di macromolecole che si muovono e tendono al loro obiettivo definito, presentando così in superficie solo una piccola parte della loro struttura.
In questo modo la dispersione energetica è minima ed il messaggio è più diretto e selettivo.
Gli enzimi, ad esempio, adottano questo modello.

