In base al “criterio della funzionalità” possiamo avere tre situazioni differenti
- alterazione funzionale senza alterazioni dei parametri biologici rilevabili o morfologiche dell’organo: il paziente chiede l’aiuto del medico per disturbi che poi non si riescono in alcun modo a correlare con dati clinico strumentali (esempio: gastrite o sindrome dispeptica con quadro endoscopico normale, alterazioni aspecifiche dell’alvo, cefalea, tosse, eccetera);
- alterazione funzionale con alterazioni dei parametri biologici rilevabili o morfologiche dell’organo: il paziente lamenta dei disturbi che, indagini clinico strumentali spiegano, (esempio: ulcera peptica, celiachia, diverticolosi del colon, cirrosi epatica, cefalea da masse endocraniche o ipertensione arteriosa, enfisema polmonare, eccetera, per restare nell’ambito degli esempi citati al punto 1);
- alterazione dei parametri biologici o morfologici dell’organo senza alterazione funzionale: il problema viene per lo più scoperto occasionalmente o esplorando altri distretti, (per esempio: neoplasia gastrica o del colon o del polmone ancora asintomatica, steatosi epatica, ipertensione, dislipidemia, iniziale insufficienza renale, diabete di secondo tipo, eccetera).

