Dice Carrel (capitolo ottavo, par. 11 e 12):

“Esistono due specie di salute: quella naturale e quella artificiale. Noi desideriamo la salute naturale che deriva dalla resistenza dei tessuti alle malattie infettive e degenerative e dall’equilibrio del sistema nervoso, e non la salute artificiale che si basa su regimi alimentari, su vaccini, sieri, prodotti endocrini, vitamine, farmaci, esami medici periodici e sulla costosa protezione alla salute offerta da medici e ospedali.
L’uomo deve essere messo in grado di non averne più bisogno; la medicina trionferà quando scoprirà la via per permetterci di ignorare la malattia, la fatica e il timore.

La medicina moderna tende alla profusione di salute artificiale, ad una specie di manipolazione della fisiologia: interviene nelle funzioni dei tessuti e degli organi per mezzo di sostanze chimiche; si considera il corpo umano ancora come una macchina mal costruita i cui pezzi debbono continuamente venir rinforzati o riparati.

<…> I progressi della scienza e della chimica sono davvero assai importanti, ci svelano a poco a poco i meccanismi più celati del corpo e avviano la medicina su una via sicura: quello che però non è affatto certo è se questi progressi siano da considerare come un grande trionfo dell’umanità nella ricerca della salute.
<…>
La salute è assai di più che assenza di malattia.

<…> Finora abbiamo seguito un cammino facile, ora dobbiamo affrontare regioni sconosciute.
<…>

Il progresso della medicina non verrà conseguito con la costruzione di ospedali più perfezionati e di fabbriche di prodotti farmaceutici più vaste, ma verrà conseguito dall’avvento di scienziati dotati di immaginazione, dalla loro meditazione nel silenzio dei loro laboratori, dalla scoperta, al di là della scena dei prodotti chimici, dei misteri organici e mentali.
La conquista della salute naturale richiede una profondissima conoscenza del corpo e dell’anima. Dobbiamo ristabilire, nella pienezza della sua personalità, l’entità umana, standardizzata e indebolita dalla civiltà moderna”.