L’OMEOPATIA DI RISONANZA si basa sulla capacità che alcuni rimedi omeopatici hanno, a ben determinate diluizioni ed in specifiche associazioni, di far entrare in vibrazione strutture cellulari specifiche o microrganismi, in modo tale che i tessuti malati attuino un meccanismo di detossificazione ed i tessuti sani emettano un’elevata quantità di fotoni.

La Risonanza è un fenomeno fisico in base al quale una struttura o un sistema che entra in contatto con una vibrazione ondulatoria, pari alla frequenza di vibrazione propria del sistema, risponde con un’ondulazione di lunghezza d’onda uguale ma con un’ampiezza maggiore.

L’Omeopatia di Risonanza si inserisce in questo contesto grazie agli studi eseguiti dal Dott. H. Schimmel negli anni 1992/1993 il quale teorizzò che:
“...singoli rimedi omeopatici potevano avere delle relazioni di risonanza con strutture di organi, cellule, strutture cellulari e microrganismi”.

Egli mise in relazione di risonanza le strutture cellulari sane con singole potenze decimali.
Poiché l’effetto della risonanza avviene per la presenza di una componente ondulatoria, si dovette andare a ricercare quale fosse questa componente.
Le indicazioni ci sono fornite dagli studi di H. Frohlich ed altri sulla membrana cellulare e sui biofotoni.

Studi più recenti sono quelli condotti dal Dr. Popp e coll. (F. A. Popp “Nuovi orizzonti di medicina - La teoria dei biofotoni”, IPSA Editore 1985) che confermano l’esistenza di una radiazione fotonica di intensità ultradebole (che si manifesta in tutti gli organismi viventi e la sua rilevanza sembra aumentare con il grado di evoluzione degli organismi stessi) ma dalla coerenza elevatissima ed è questa che dà la specificità del messaggio. Questi quanti ottici, espressi dai sistemi biologici, vengono chiamati da Popp BIOFOTONI.

Le BIOINFORMAZIONI, o biofotoni coerenti, hanno bisogno di un mezzo dove muoversi: la Matrice, un sistema a tre stadi (solido, fluido e di contatto con le membrane cellulari) ognuno composto da collagene, proteoglicani, fibre elastiche, fibre terminali nervose, glicoproteine strutturali, liquido interstiziale. I componenti connettivali e cellulari e l’acqua collaborano alla trasmissione della bio-informazione. I sistemi biologici, infatti, sono caratterizzati da un’enorme quantità di messaggi cellula-a-cellula o organo-a-organo, sia chimici che fisici, diretti ad ottenere regolazioni omeostatiche in relazione a stimoli esogeni e/o endogeni che possono condurre all’entropia.
I biofotoni sono un importante e velocissimo sistema informativo intra- ed extra-cellulare.
La matrice è il luogo preferito dove si possono incontrare tutti i tipi di “messaggi interni” e dove possono esservi i primi e più importanti contatti con unità esogene (teoria della regolazione di base). La totalità di tutti questi “messaggi” costituisce la cosiddetta “bio-informazione”.

I matrisoma sono la struttura connettivale, costruita come piccole reti arrotolate con dimensioni frattali, attraverso la quale i biofotoni verrebbero scagliati nel mezzo verso i loro obiettivi precisi.

L’emissione coerente di biofotoni è direttamente proporzionale al grado di “salute” di un tessuto: i tessuti che presentano patologie in atto hanno infatti una scarsa emissione di biofotoni sia per la riduzione o l’alterazione della loro funzione metabolica, sia per il blocco del passaggio dei fotoni stessi attraverso un mesenchima alterato.
I biofotoni, emissione sincrona e coerente, hanno, come risonatore chiave all’interno della cellula, la catena del DNA.

Una funzione dell’Omeopatia di Risonanza è probabilmente quella di stimolare la liberazione di molti fotoni, da parte di tessuti sani, per riequilibrare lo scompenso energetico dei tessuti malati.
L’Omeopatia di Risonanza agisce interagendo con organi sani e, a livello dei tessuti ammalati, farebbe vibrare di più le membrane cellulari aiutandole ad eliminare le tossine o i microrganismi posti sulla membrana od all’interno di essa.